“Glicini e fiori di pesco”

Lurida angoscia opaca 

ancor mai m’ hai liberata, 

ti diverti a darmi istanti 

di artefatta limpidezza 

e sebbene siano rari 

a me sembrano sì veri.

Mai ho assaggiato tanto amari frutti 

come quei cresciuti sui tuoi rami,

mai ho visto strappar fiori 

come tu sradichi dal mio giardino i pochi 

e più soventi son le volte 

in cui credo riuscirai a lasciarmi cicatrice,   tagliar anche l’ ultimo fiore,

di cui m’ ero nominata protettrice.

Io però continuo a coltivare

perché il mio giardino incolto ora 

so che un giorno finalmente splenderà 

di glicini e fiori di pesco 

magnolie e tulipani 

ed edera ad avvolgere degli alberi

con sì robusto fusto

che con la tua orrida falce

mai proverai più gusto.

Marta De Cesare ©

“Torino”

Rara è la bellezza della mia città
che di grigio e di verde al contempo si veste

io vi passeggio quando son triste  

 e in luminose piazze  

 il vortice dei miei pensieri si ferma.

Il silenzio del mio cuore altro non chiede 

che attraversar quelle minuscole vie,

interminabili,

una più bella dell’ altra.

E mai mi stufo d’ ammirare il modo 

in cui sotto pioggia o sole 

immutabilmente elegante rimane.

Senza mai sosta si muove 

 Non è asfalto e semafori, 

Il cuore le batte.

Marta De Cesare ©

“Ogni cosa che l’ uom perde”

Sulla luna v’è
ogni cosa che l’ uom perde:

senno, amore, sogni, 

perfin penne.

Fortuna si diverte 

a buttarle là lontano

per questo ci son sensazioni che 

spesso mai noi ritroviamo. 

Ci vorrebbe un altro Astolfo
capace di volare fin lassù

riportar le cose perse in terra 

per rendere felice nuovamente 

chi da tempo vive unicamente 

guerra.

Marta De Cesare ©

“Lasci petali”

Ho messe delle rose a testa in giù 

perché così mi han detto di fare.

Ora non invecchiano più 

e hanno smesso di profumare.

Le ho appese alla maniglia della finestra 

per vedere se hanno forza abbastanza 

e ogni qualvolta che arieggio la stanza, 

senza privarsi d’un petalo,

si muovono come una giostra.

Dunque ora so perchè petali lasci:

 nessuno ti ha messo a seccare;

ti vedo là morto 

e vorrei poter dire 

che indietro si può ritornare.

Marta De Cesare ©