“Fiamma allegra”

Come foglie color fiamma 

su quell’ albero dai rami scuri così tu fiammeggi,

 fuoco allegro,

tra i rovi del bosco dei miei pensieri.

Marta De Cesare©

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“Neppure sai”

Neppure sai più se chi hai vicino 
è lì per tua scelta 

o ci è capitato perché non sai scegliere.

Ed in verità spesso è lì perché non hai saputo non sporger mani nemmeno a qualcuno per il quale era giusto così, non hai saputo non dar cuore e tempo.

Ma quando ti trovi solo e fermo poi capisci

che non è nemmeno mancanza d’altri

ma solo tua verso te stesso.

Marta De Cesare ©

“Sul cuscino del mio letto”

O ingiustizia, sei caduta sul cuscino del mio letto ed ignara ho io dormito con il volto sopra il tuo.
Ma una notte ti ho sentita

fare mosse dentro la mia federa,

muovermi le situazioni della vita.

Sbiadivi l’ azzurro dei miei muri e mi facevi svegliare spettinata, poi diveritita, mi facevi credere che 

l’ amore di cui ero circondata si rompesse 

per colpa delle nostre umane azioni.

T’ ho catturata allora una mattina presto, 

t’ ho trovata tra i nodi dei capelli e tra le pieghe che le mie lenzuola sulla pelle 

mi avevano lasciato.

T’ ho chiusa in un barattolo di vetro.

Ho pensato che una volta soffocata 

avrei potuto controllarti 

e invece pure imprigionate, le tue forze trasparenti 

sconfiggono talvolta degli uomini 

legami, parole e sentimenti.

Marta De Cesare ©

“Glicini e fiori di pesco”

Lurida angoscia opaca 

ancor mai m’ hai liberata, 

ti diverti a darmi istanti 

di artefatta limpidezza 

e sebbene siano rari 

a me sembrano sì veri.

Mai ho assaggiato tanto amari frutti 

come quei cresciuti sui tuoi rami,

mai ho visto strappar fiori 

come tu sradichi dal mio giardino i pochi 

e più soventi son le volte 

in cui credo riuscirai a lasciarmi cicatrice,   tagliar anche l’ ultimo fiore,

di cui m’ ero nominata protettrice.

Io però continuo a coltivare

perché il mio giardino incolto ora 

so che un giorno finalmente splenderà 

di glicini e fiori di pesco 

magnolie e tulipani 

ed edera ad avvolgere degli alberi

con sì robusto fusto

che con la tua orrida falce

mai proverai più gusto.

Marta De Cesare ©